Alcune sedie sono riconoscibili a prima vista come la Eames Shell Chair. Quest’opera di design, progettata dal duo di designer Charles e Ray Eames, è diventata una delle icone più note del modernismo di metà del secolo scorso e ricercata dagli appassionati. Era il 1950 quando per la prima volta Herman Miller produsse la sedia scocca di Eames, originariamente costruita in fibra di vetro. Il materiale è stato poi abbandonato nel 1990 a causa di problemi dichiarati dalla stessa Ray Eames, che lo ritenne “dannoso per l’ambiente”.

La fibra di vetro dell’originale Eames Chair, infatti, non poteva essere riciclata, e nelle fasi di produzione e manipolazione produceva emissioni potenzialmente pericolose nell’aria, dovute a solventi esausti e altri rifiuti.

Nel corso dei decenni la propensione verso la vetroresina è rimasta forte, spingendo Herman Miller a vedere se si potessero realizzare le sedie con qualche materiale meno impattante, anziché col guscio originario in vetroresina.

Ora, quasi un quarto di secolo più tardi, questa sedia-icona sta tornando alle sue radici, grazie a sviluppi più rispettosi dell’ambiente nella tecnologia di produzione.

Oggi il prototipo continua a essere prodotto in 100% polipropilene riciclabile per amore dei collezionisti.

Inoltre, la nuova Eames Fiberglass Shell Chair viene prodotta in otto accattivanti colori vintage, per soddisfare i gusti di chiunque.

Anche se la forma della sedia è rimasta la stessa, il nuovo materiale si presta a una texture opaca più sottile e delicata al tatto.

Tratto da Architettura Ecosostenibile.